Test Professioni Sanitarie | Cosa studiare per l’ammissione, domande e scorrimento graduatorie

Sono sempre di più gli studenti che all’indomani del diploma scelgono di affrontare un percorso di studi in Professioni Sanitarie. Questo accade perché si tratta di lauree triennali che piazzano in modo abbastanza agevole e stabile nel mondo del lavoro. A questa considerazione vi è dunque da aggiungere il fatto che gli aspiranti sono sempre più dei posti messi a disposizione. Per questo è necessario studiare seriamente ed efficacemente per affrontare i test di ammissione a Professioni Sanitarie. In questo articolo cercheremo di darvi alcuni consigli su tempistiche e modalità per affrontare in serenità il test di ingresso a queste facoltà.

Quali sono gli indirizzi di Professioni Sanitarie?

Anzitutto quali sono gli indirizzi di professioni sanitarie? Ve ne poniamo qui una lista così potete anzitutto vedere quelle che appaiono essere più confacenti alle vostre attitudini (fonte alphatest.it).
• Fisioterapista;
• Logopedista;
• Dietista;
• Ostetrica;
• Tecnico sanitario di radiologia medica;
• Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva;
• Igienista dentale;
• Tecnico sanitario di neuro fisiopatologia;
• Infermiere pediatrico;
• Tecnico della riabilitazione psichiatrica;
• Podologo;
• Tecnico sanitario di laboratorio;
• Tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria;
• Ortottista;
• Infermiere;
• Tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro;
• Tecnico Audioprotesista;
• Tecnico Ortopedico;
• Educatore Professionale;
• Tecnico Audiometrista;
• Terapista Occupazionale;
• Assistente Sanitario.

Test professioni sanitarie: è difficile?

Studiando nulla è impossibile e potrebbe anche essere a portata di mano. Tuttavia è da segnalare come i corsi in professioni sanitarie siano, come già detto brevemente in sede introduttiva, tra i più ambiti per la sicurezza di accedere presto nel mondo del lavoro. Per cui, eccezion fatta per alcuni casi anomali in un senso o in un altro (ad esempio a Fisioterapia vi sono mediamente di anno in anno 30 mila aspiranti per poco più di 2 mila posti: ne consegue che entrerà solo uno studente ogni 15 che prova il test di ammissione; di contro a Infermeria si registrano circa 25 mila domande per poco meno di 15 mila posti a disposizione – accede più che uno ogni due, una percentuale certamente ben più elevata) la media di accesso è di uno ogni 5 aspiranti. Però, ad essere precisi, questo dato è controbilanciato dal fatto che molto spesso non tutti coloro che tentano questo test di ammissione hanno una grande motivazione o un serio studio alle spalle: molti lasciano questi test come ultima opzione e quindi si presentano, per così dire, per tentare la fortuna.

Graduatorie test professioni sanitarie: come funziona lo scorrimento

Altro elemento da non sottovalutare e pur sempre ricollegato al fatto che non tutti quelli che fanno il test effettivamente sono interessati a quello specifico corso di laurea è che dopo l’uscita delle graduatorie molto spesso vi è un corposo scorrimento. I corsi in professioni sanitarie infatti sono molti e tantissimi studenti ne tentano, per sicurezza di accedere, più di uno ma chiaramente si iscriveranno poi solo al primo tra le loro preferenze. Una delle ragioni che contribuisce a questo fenomeno è certamente rappresentato dal fatto che chi passa il test è certamente uno studente preparato giacché è molto elevata la probabilità che abbia passato se non tutti comunque almeno più di uno dei test ai quali si era iscritto.

Ma come si usufruisce dello scorrimento? I bandi posti dalle singole Università prevedono modalità scaglionate di iscrizione. In un primo momento infatti sarà aperta l’iscrizione a chi in graduatoria ha ottenuto un posto utile per accedere al corso di laurea prescelto. Successivamente, tenuto conto di quanti si sono iscritti nei diversi corsi delle varie professioni sanitarie, si apre una seconda tranche di iscrizioni riservata a coloro che invece vogliono usufruire dello scorrimento. Infine, terminata anche questa seconda fase, l’Università solitamente rende noti i posti liberi rimasti per ogni singolo corso di laurea e gli studenti non risultati idonei al test potranno fare, tramite il portale studente (o servizi telematici dell’Ateneo di riferimento, comunque denominati), richiesta di ripescaggio. Insomma a conti fatti le chances di entrare potrebbero essere in concreto molte di più di quelle che abbiamo proposto con i crudi numeri precedentemente.


Come prepararsi al test in Professioni Sanitarie

E qui non mancano le modalità. Esistono ormai tantissime scelte sia con riguardo ai testi da adottare sia con riguardo ai corsi eventualmente da seguire.
Quanto ai testi non ci soffermiamo più di tanto perché basta fare una ricerca su Google per capire quali siano i testi più adottati. Non di rado inoltre i siti delle case editrici presentano indice ed estratto dei libri per la preparazione ai test di ammissione a professioni sanitarie, in modo tale che potrete capire quali possono essere quelli più adatti al vostro modo di impostare la preparazione.
Riguardo i corsi non è escluso che ci si possa preparare adeguatamente anche con uno studio da autodidatta o, se avete particolari difficoltà per qualche materia, magari prendendo qualche insegnate mirato per quella specifica disciplina. Tuttavia crediamo altresì che l’iscrizione a un corso (per i quali vale lo stesso discorso fatto per i libri: con apposita ricerca su Google troverete di tutto e di più) ha un vantaggio inestimabile: quello di stare a contatto con colleghi e, forse è brutto da dire, vostri futuri avversari al test. Chiaramente ciò vi aiuterà a capire qual è il vostro reale livello di preparazione, cosa che è molto difficile se invece ci si chiude in casa a studiare per contro proprio.

Test di accesso a professioni sanitarie: domande e punteggio

Il test di ammissione a Professioni Sanitarie è composto da sessanta domande cui rispondere in cento minuti.
Queste le materie in cui vi saranno sottoposte domande:
• Cultura generale
• Logica
• Biologia
• Chimica
• Fisica e matematica
Non tutte queste materie hanno però lo stesso peso specifico. Infatti a fronte di poche domande di cultura generale la vera prova si svolgerà sulla logica e, soprattutto, sulle domande in materie scientifiche.

Come sono assegnati i punti nei test di accesso a Professioni Sanitarie?
Si avranno 1,5 punti per ogni risposta giusta; -0,4 punti per ogni risposta errata; 0 punti per ogni risposta omessa.
Ne consegue che essendo sessanta le domande complessive del test il massimo del punteggio che potrete accumulare, indovinando tutte le domande, è di 90. Il bando del Miur lo scorso anno però poneva un limite minimo per entrare in graduatorie e questo è pari a 20.Se avrete meno di 20 non potrete neanche accedere alla graduatoria e non potrete dunque sfruttare i benefici del ripescaggio e dello scorrimento (già prima specificati in questo articolo: se non avete letto potete dare uno sguardo a qualche paragrafo precedente).

Conclusioni

Crediamo che fare sacrifici per accedere ai corsi di laurea in Professioni Sanitarie valga assolutamente la pena. In molti altri corsi di laurea, come potete leggere da altri articoli presenti nel nostro sito sulle lauree che danno più lavoro, l’accesso è libero o se non libero comunque meno difficile ma sorgono poi molte problematiche in sede di ricerca di una prima occupazione. In professioni sanitarie questo problema il più delle volte non sussiste quindi tentare e studiare seriamente, anche a costo di entrare un anno dopo rispetto al diploma se le cose malauguratamente non dovessero andare per il verso giusto. Noi di universita-lavoro.it intanto vi auguriamo un grande in bocca al lupo per l’impegno che certamente metterete per affrontare questa difficile prova. Certi che ce la farete.