Buone notizie per i laureandi in Giurisprudenza: in arrivo l’accesso diretto al concorso in magistratura?

La carriera da magistrato rappresenta attualmente senza dubbio uno degli sbocchi maggiormente scelti dai laureati in Giurisprudenza. Si tratta di una professione di elevatissimo prestigio e per di più, il che non guasta mai, anche ben retribuita. Il vero problema è che allo stato attuale si arriva a sostenere il concorso già avanti con l’età. Questo accade perchè, nonostante gli studenti possano laurearsi in tempo (e quindi a cavallo tra i 23 e i 24 anni di età), prima di sostenere l’ambito concorso è necessario avere un altro titolo di studio. Tra questi spiccano l’aver maturato l’abilitazione all’esercizio della professione forense (anche se, con la riforma in arrivo, l’essere avvocati potrebbe non costituire più titolo idoneo all’accesso al concorso), il diploma delle Scuole di Specializzazione per le Professioni Legali (SSPL) oppure ancora l’aver conseguito il dottorato di ricerca.

Adesso però le cose potrebbero cambiare e in meglio, specialmente per gli studenti più meritevoli. Con le novità in arrivo per l’accesso al concorso in magistratura (delle quali vi avevamo già anticipato qualcosa in questo articolo) sarà previsto con ogni probabilità anche un meccanismo di accesso diretto, riservato però a coloro che si sono distinti per merito nel corso della loro carriera universitaria. Saranno infatti necessari alcuni requisiti di merito che, secondo quanto si vocifera, dovrebbero essere i seguenti:


– media di almeno 28/30 negli esami di diritto costituzionale, diritto privato, diritto processuale civile, diritto commerciale, diritto penale, diritto processuale penale, diritto del lavoro e diritto amministrativo
– voto finale di laurea non inferiore a 108/110

Al momento si tratta solo di voci ma se quanto detto venisse confermato (e le probabilità sono molte) sarebbe davvero una grande notizia per chi ha il sogno di diventare magistrato. Sicuramente molti faranno più attenzione ai propri voti di laurea e alla media conseguita nelle materie sopracitate. Una volta tanto dunque buone news in risposta a chi lamenta che l’ingresso nel mondo del lavoro dopo la laurea in Giurisprudenza è attualmente troppo lento. Per saperne di più, puoi leggere il nostro articolo sulle aspettative occupazionali dei laureati in Giurisprudenza.