Tesi di laurea: come scrivere la bibliografia

 

Giovani laureandi alle prese con la stesura della tesi di laurea, nei precedenti articoli abbiamo parlato di come scrivere l’introduzione e l’abstract del vostro sudato lavoro. Oggi vi spieghiamo, in modo dettagliato, come affrontare una delle questioni più spinose della tesi: la bibliografia.

E sì, purtroppo redigere la bibliografia è una delle cose più complesse e articolate (per non dire noiose…) della stesura della tesi. Ma non abbattetevi! Con un po’ di pazienza e qualche piccolo consiglio, ce la farete.

Innanzitutto è necessario comprendere l’importanza della bibliografia: essa permette di capire a quale livello siano arrivati gli studi riguardo al vostro lavoro, fornisce un indicatore del tipo di lavoro che avete svolto e soprattutto permette al lettore di approfondire i temi che avete trattato.

Quindi per chi la sottovaluta, attenzione! La bibliografia non è un “accessorio” della vostra tesi. Anzi… è uno dei principali elementi di valutazione del vostro lungo e faticoso lavoro.

Farete sicuramente una gran bella figura se la vostra bibliografia sarà approfondita, dettagliata, aggiornata e se riporterà tutti i lavori pertinenti.

Non dimenticate infatti che la bibliografia dovrà contenere l’elenco di tutti (ragazzi dico proprio tutti!) i testi che avete consultato e utilizzato.

E adesso vediamo le regole principali.

 

Come si scrive la bibliografia?

Precisiamo innanzitutto che per bibliografia si intende tutto ciò che riguarda testi e opere: dai libri ai saggi agli articoli di giornale.

Tre sono le regole principali.

Prima regola: ordinare i contributi in ordine alfabetico, per cognome dell’autore.

Seconda regola: se di uno stesso autore dobbiamo citare più opere, queste saranno ordinate dalla più vecchia alla più recente. (Se volete potete anche utilizzare “idem” per autori uomini o “eadem” per autrici donne, abbreviati a volte in Id. e Ead).

Ultima regola: è opportuno citare le prime edizioni dei testi.

 

Inserire un libro nella bibliografia della tesi di laurea

Ma entriamo nello specifico:

per inserire un libro si devono citare nell’ordine, separati da una virgola:

  • Cognome dell’autore (seguito dal nome puntato)
  • Titolo e sottotitolo (in corsivo)
  • Luogo di pubblicazione
  • Casa Editrice
  • Data di pubblicazione
  • Numero dell’edizione
  • Numero pagine

Ad esempio:


Antonelli G., L’italiano nella società della comunicazione, Bologna, Il Mulino, 2007, pp.7-206.

Per inserire un libro scritto da più autori, o per inserire saggi, dovrete scrivere nel modo seguente:

Sofi A., Un nuovo giornalismo s’intreccia nella rete:l’informazione nell’era dei blog, in Sorrentino C. (a cura di), Il campo giornalistico. I nuovi orizzonti dell’informazione, Roma, Carocci, 2006, pp. 19-56.

 

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Inserire un articolo

Cari ragazzi, per inserire un articolo di una rivista dovrete utilizzare pressoché le stesse regole.

Dovrete inserire nell’ordine e separati da una virgola:

  • Cognome dell’autore (seguito dal nome puntato)
  • Titolo dell’articolo (in corsivo)
  • Titolo della rivista tra virgolette e preceduto da “in” (in corsivo)
  • Anno (numeri romani) e numero della rivista (numeri arabi in grassetto)
  • Data di pubblicazione
  • Numero di pagine

Esempio:

Vitali A., In mezzo al dolore, in “Sorrisi e canzoni TV”, a. LXV, n. 36, 3 marzo 2016, p.3.

 

Sitografia

E nell’era di internet, dove ormai tutto si trova sul web, non si possono non consultare i siti on line.

Nella sitografia, generalmente si riporta semplicemente l’indirizzo web utilizzato.

Ricordate laureandi che per una maggiore precisione, essendo il mondo web sempre in continua evoluzione, dovrete anche indicare l’ultima modifica o l’ultimo accesso.

Ecco un esempio:

Wikipedia, http://www.wikipedia.org/. (ultima modifica 5 settembre)

Alla fine non è poi così complicato scrivere la bibliografia della tesi! Ma non dimenticate che essa ha una collocazione ben precisa: dovrete inserirla dopo le vostre conclusioni, alla fine della tesi.