Laurearsi non conviene: si fa la fame. E gli italiani abbandonano l’Università

Secondo le ultime statistiche europee l’Italia è uno dei Paesi con il più alto tasso di abbandono dell’istruzione universitaria: ben il 45% degli studenti abbandona il proprio corso di studi prima di aver conseguito la laurea. La cosa più preoccupante è che oltre a fuggire dalle Università gli italiani non ci si iscrivono proprio. Ormai il tasso dei laureati è al minimo e non accenna ad aumentare: Paesi in via di sviluppo come Polonia, Irlanda e Corea del Sud sono ormai al nostro livello e ci supereranno nel giro di brevissimo tempo.


Ma quali sono le principali cause? Tra tutte sicuramente spiccano le retribuzioni da fame che percepiscono i laureati. Il salario medio d’ingresso di un laureato triennale è crollato da 1.300 euro del 2007 a 1.004 euro del 2012, se e quando trova lavoro (solitamente non subito dopo aver conseguito il titolo). Gli italiani dunque sembrano aver appreso la lezione: meglio inserirsi subito nel mondo del lavoro con il solo diploma in tasca piuttosto che affrontare anni di studio che portano poi a poche soddisfazioni. E le professioni non intellettuali sembrano oggi dare anche migliori retribuzioni. Per questo in Italia non vuole laurearsi più nessuno: e con questi dati alla mano, come dare torto a chi fa altre scelte?