Il falso ideologico e il falso materiale

I reati di falso sono regolati dal codice penale agli articoli 476 e seguenti del codice penale.
In linea generale il bene giuridico tutelato è quello della fede pubblica, considerato bene essenziale per il buon funzionamento dello Stato, delle istituzioni nonché per preservare altri beni essenziali quale la certezza dei rapporti e dei traffici giuridici.

La distinzione tra falso ideologico e falso materiale

Molto importante è anzitutto capire quando si parla di falso ideologico e quando di falso materiale, per capire quando si applicano le relative sanzioni giuridiche.

Si ha falso ideologico quando il documento appare realmente provenire da chi ne è l’autore (esempio: è sottoscritto da Guido Rossi e l’autore ne è effettivamente lui) ma è falso nel suo contenuto (ad esempio un medico attesta falsamente di aver sottoposto a visita un paziente e di aver rilasciato apposito certificato medico).

Si ha invece falso materiale quando il documento è travisato e falsificato nella sua materialità. Cioè esso è in un primo momento prodotto correttamente; successivamente soggetto diverso da chi ne è l’autore ne apporta delle indebite modificazioni, per esempio cancellando una parte del contenuto, aggiungendo concetti e così via.

La punibilità del falso ideologico nel codice penale

Pertanto bisogna capire quando il falso ideologico sia punito nel nostro ordinamento.
Esso è punibile quando sia commesso dal pubblico ufficiale (si tratta, in questi casi, di reato proprio) in atti pubblici (art. 476 cod. pen.) ed in certificazioni o in autorizzazioni amministrative (art. 477 cod. pen.).
Il falso ideologico è altresì punibile quando commesso da esercenti un servizio di pubblica necessità (anche qui siamo di fronte a un reato proprio) in certificati che essi possano rilasciare ai sensi dell’attività svolta (art. 478 cod. pen.)
E’ infine punibile il falso ideologico quando sia commesso dal privato in atto pubblico.

Non è attualmente prevista la punibilità della falsità ideologica del privato in atto privato la quale, dunque, non produrrà alcuna conseguenza di rilevanza penale.


La questione del falso in foglio bianco

Può accadere nella prassi che un soggetto sottoscriva un foglio in bianco (in tutto o in parte) autorizzando altro soggetto a completarlo nelle parti rimaste non compilate.
In questo caso in via generale non si profilerà alcun reato di falso per chi completa il foglio bianco nei limiti di quanto era stato ad esso delegato.
Se invece il soggetto non rispetterà il mandato ad scribendum (ad esempio scriverà una cosa concettualmente diversa da quella cui era stato autorizzato; oppure travalica i limiti dell’autorizzazione in senso quantitativo o qualitativo) si profilerà per lui una responsabilità per falsità materiale.

Falso grossolano, innocuo e inutile

La giurisprudenza ha elaborato alcuni criteri in base ai quali il reato di falso non è punibile nel nostro ordinamento giuridico. Essi sono i casi di falso grossolano, falso innocuo e falso inutile.
Si tratta di una serie di casi in cui, per i motivi che tra poco analizzeremo, viene a mancare la concreta offensività della condotta nel ledere il bene giuridico tutelato dalla norma. Se dunque si ammettesse la punibilità per dette condotte poste in essere dall’agente si violerebbe uno dei principi cardine di tutto il diritto penale e cioè proprio del principio di offensività.

– Falso grossolano: si ha falso grossolano allorchè un soggetto faccia un falso, ma per le modalità con cui è perpetrato è così semplice per chi viene a contatto con il documento capire che si tratta di un falso. Esso è pertanto inidoneo a ledere il bene giuridico tutelato dalla norma. L’esempio più frequente è quello di chi stampa fogli rappresentanti banconote ma rende chiaramente noto che si tratti di fac simili: l’agente non potrà certamente incorrere nel reato di spendita e introduzione nel territorio dello Stato di monete falsificate ex art. 455 cod. pen.
– Falso innocuo: si ha falso innocuo quando il falso posto in essere non modifica in nulla il contenuto concettuale del documento falsificato ovvero lo modifica in parti non rilevanti ai fini per i quali il documento stesso può o deve essere utilizzato
– Falso inutile: si ha falso inutile quando la falsificazione di un documento è inutile per i fini da perseguire. Esempio classico è quello di colui che all’interno di un procedimento amministrativo produca un documento falso non essenziale ai fini della partecipazione al procedimento (e all’eventuale ottenimento del relativo provvedimento)

La giurisprudenza sul falso ideologico e materiale

Il bene giuridico tutelato nei reati di falso

“Nel falso ideologico in atto pubblico il bene tutelato è quello dell’affidamento nella corrispondenza al vero della informazione che l’atto contiene, secondo il significato comunemente dato alle espressioni utilizzate in quel determinato contesto” (Cassazione penale, sezione I, sentenza 14 ottobre 2011, n. 37081)

Le nozioni di falso grossolano e innocuo

Il falso grossolano “…è quello che si presenta così evidente da risultare inidoneo ad ingannare chicchessia: il che dovrebbe essere sufficiente a farlo considerare inoffensivo, a prescindere, cioè, da qualsiasi altra valutazione circa la sua eventuale idoneità a porre in pericolo anche ulteriori interessi. Nella prassi giudiziaria, laddove la falsità risulti macroscopica, ed “ictu oculi” percepibile, il fatto viene di regola considerato penalmente irrilevante proprio perché incapace di ingenerare errore nei terzi, circa l’affidabilità deldocumento”; il falso innocuo, invece, viene definito in due diversi significati “In senso lato, il falso innocuo abbraccia anche il falso grossolano, non potendo certo ipotizzarsi un falso grossolano che non sia nel contempo anche innocuo. Può parlarsi di falso innocuo in senso stretto, ove si voglia considerare la sua inoffensività non con riferimento al bene “fede pubblica”, bensì in relazione ad un interesse ulteriore e connesso, tutelato dalla singola fattispecie incriminatrice ove alla stessa si riconosca natura plurioffensiva: l’innocuità del falso, cioè, può risultare anche al di fuori delle ipotesi di falso grossolano, nel caso in cui risulti esclusa – in forza di una valutazione giudiziale inpunto di diritto, questa volta, e non di fatto – l’effettiva e concreta esposizione a pericolo di quei beni ulteriori rispetto alla fede pubblica, che, per i sostenitori della tesi della plurioffensività, si assumono oggetto di tutela da parte delle fattispecie “de quibus” (Cass. pen., sez. un., 25 ottobre 2007 n. 46982)

Le fattispecie di falso ideologico e materiale punite nel codice penale

Nel nostro codice penale sono previste fattispecie di falso. Esse sono:
– Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 476 cod. pen.)
– Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative (art. 477 cod. pen)
– Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in copie autentiche di atti pubblici o privati e in attestati del contenuto di atti (art. 478 cod. pen.)
– Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 479 cod. pen.)
– Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o in autorizzazioni amministrative (art. 480 cod. pen.)
– Falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità (art. 481 cod. pen.)
– Falsità materiale commessa dal privato (art. 482 cod. pen.)
– Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (art. 483 cod. pen.)
– Falsità in registri e notificazioni (art. 484 cod. pen.)
– Falsità in scrittura privata (art. 485 cod. pen.)
– Falsità in foglio firmato in bianco. Atto privato (art. 486 cod. pen.)
– Falsità in foglio firmato in bianco. Atto pubblico (art. 487 cod. pen.)
– Altre falsità in foglio firmato in bianco. Applicabilità delle disposizioni sulle falsità materiali (art. 488 cod. pen.)
– Uso di atto falso (art. 489 cod. pen.)