Esami falsi all’Università in cambio di denaro: revocati titoli di laurea agli studenti

Studiare? No, non è necessario. Certamente non lo era per alcuni studenti dell’Università di Palermo che, come riportato oggi dai più diffusi e autorevoli media locali, dovevano sborsare una cifra compresa tra i 1.000 e i 1.500 euro per vedersi registrata sul libretto una materia mai realmente sostenuta. Non sono tardate ad arrivare le contromosse dell’Ateneo siciliano che ha già revocato una laurea e presto lo farà con tutti gli studenti protagonisti di questa brutta vicenda.

Un sistemo di compravendita degli esami

La vicenda di cui vi abbiamo pocanzi raccontato non è certamente accaduta in sporadici episodi. Anzi secondo quanto rilevato e scoperto dagli agenti della Squadra mobile sezione Reati contro la Pubblica Amministrazione era un sistema ben collaudato, con tanto di pizzini e messaggi scritti contenenti nomi e cognomi di studenti “meritevoli” (solo apparentemente), relativi numeri di matricola e altre informazioni al vaglio degli inquirenti. Le indagini sono partite dalla segnalazione di una dipendente dell’Ateneo che denunciò di essere stata minacciata da alcuni studenti. A seguito di questo episodio è arrivata l’ammissione di una studentessa che ha raccontato di aver versato la cifra di 3.500 euro perchè le fossero registrati, ovviamente senza sostenerli, gli ultimi tre esami della carriera universitaria.


Un caso destinato a ingrandirsi

Tuttavia, secondo quanto riporta Repubblica, il caso sembra destinato a ingrandirsi. Per adesso sono tre le carriere dei furbi studenti messe sotto la lente d’ingrandimento. E a uno di questi è già stato revocato il titolo di studio illegittimamente conseguito. Presto una decisione simile potrebbe essere presa anche per gli altri interessati dalla vicenda. Quelli dei quali si ha notizia, per lo meno: non si esclude infatti che dall’analisi dei documenti rinvenuti si possa arrivare anche a scoprire altre ipotesi di falsi esami (addirittura si parla di svariate decine di casi possibili).

Le conseguenze

Le conseguenze saranno ora pesantissime. Essendosi svolti i fatti su cui l’indagine ha fatto luce oggi compresi nel periodo che va dal 2007 al 2010, alcuni di questi “dottori” avevano già un posto di lavoro. Se per il conseguimento di questo era necessario avere un valido titolo di studio (laurea) la conseguenza pesantissima potrebbe essere quella del licenziamento. Tuttavia c’è chi crede che la sanzione sarà meno severa e sarà concessa agli studenti la possibilità di conseguire la laurea solo sostenendo le materie illecitamente registrate nella propria carriera. Ma anche qui i nodi vengono al pettine. Mentre infatti c’è chi ha utilizzato questo stratagemma per poche unità di materie, alcuni degli studenti lo hanno fatto per quasi tutto il corso di studi (uno studente, il caso più eclatante, per ben 25 materie; un altro per 19 materie e un altro ancora per 12).