Professori troppo severi a Giurisprudenza?

Docenti troppo severi a Giurisprudenza? Tanti gli studenti aspiranti giuristi che si lamentano dell’eccessiva rigidità dei professori. Scorrendo sui social molto spesso si leggono commenti su bocciature ritenute ingiuste (o, per utilizzare un linguaggio politicamente corretto, molto fiscali) o di vero e proprio terrore nel sostenere le materie di questo piuttosto che di quell’altro insegnamento. Quanto c’è di vero in tutto ciò?

Le famose storie degli studenti bocciati decine di volte

Ogni studente di Giurisprudenza che si rispetti ha sentito almeno una volta le fantastiche leggende degli studenti che per superare un determinato esame hanno dovuto provarlo tantissime volte. Ma siamo certi che la colpa è sempre e solo dei docenti o di qualche assistente particolarmente rigoroso? Non è detto che sia così. Anzi, e non si vuole per niente difendere la categoria dei docenti a priori, ma cercare solo di dare una lettura se non approfondita quantomeno razionale del problema, è possibile che gli studenti si presentino sempre con la stessa preparazione tentando, come si fa per il gratta e vinci, di passare l’esame sperando in domande fortunate. D’altro canto se la stragrande maggioranza degli studenti passa l’esame o alla prima volta o comunque entro breve tempo, il problema non è del docente. O comunque non solo suo.


Cosa si intende per professore troppo severo?

Un’altra questione è certamente quella di capire cosa si intenda per professore troppo severo e, altresì, cosa si intende per bocciatura ingiusta. Per esempio di solito ho sentito definire ingiuste determinate bocciatura perchè, cito testualmente, “non mi sono ricordato un solo comma”. Certo è che c’è una grande differenza tra non ricordarsi un comma di una norma risalente a un antico regio decreto o non ricordarsi il comma 1 dell’art. 1321 del codice civile che costituisce, come tutti i giuristi lettori di questo articolo ovviamente sapranno, il cardine, il punto focale di tutto il diritto privato in ambito contrattuale.
Inoltre un altro problema che mi è sembrato abbastanza diffuso durante la mia esperienza universitaria è quello dell’imparare le cose a memoria senza che a supportare le conoscenze mnemoniche vi sia un substrato di ragionamento. Anche in questo caso molti si lamentavano di aver subito una bocciatura o un voto insoddisfacente a seguito di domande la cui risposta non era testualmente riportata sul libro.

Conclusioni

In definitiva non vogliamo affatto dire che i professori in generale non siano eccessivamente rigorosi, anche perchè un’analisi di questo genere richiederebbe un’analisi ad personam chiaramente impossibile da effettuare per tutti i professori di Giurisprudenza presenti sul territorio nazionale. Semplicemente, prima di definire un professore troppo rigoroso, bisogna guardarsi intorno e vedere se le voci che circolano non siano più leggende metropolitane che effettivamente corrispondenti al vero (e di terroristi all’Università – intendendo così coloro che passavano parte del loro tempo a seminare panico su questo o quell’esame – ce ne sono abbastanza all’Università).